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Tue, 25 Oct 2022 10:56:20 +0000 https://www.doppioclick.it/post/84/pc-gaming-i9-dodicesima-generazione massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Il Linux Day torna in presenza a Messina https://www.doppioclick.it/post/83/il-linux-day-torna-in-presenza-a-messina

Oggi 22 Ottobre si svolge a Messina presso l'IIS Verona Trento, in contemporanea con altre città italiane, la principale manifestazione dedicata a LINUX, al software libero, alla condivisione e a tutti gli appassionati di tecnologia. 

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Sat, 22 Oct 2022 10:46:42 +0000 https://www.doppioclick.it/post/83/il-linux-day-torna-in-presenza-a-messina nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Fiera Didacta Italia edizione Siciliana https://www.doppioclick.it/post/82/fiera-didacta-italia-edizione-siciliana

Dal 20 al 22 Ottobre a Misterbianco (CT) negli spazi di Sicilia Fiera Exhibition Meeting Hub si svolge la Fiera Didacta Italia edizione Siciliana, uno degli eventi fieristici nazionali più importanti dedicato al mondo dell’education, quindi scuole e università, e della ricerca scientifica. Le numerose aziende partecipanti esporranno le novità rivolte al mondo dell'education e della tecnologia come LIM di nuova generazione, monitor interattivi, robotica, realtà aumentata e tanti altri contenuti digitali di ultima generazione.

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Thu, 20 Oct 2022 10:33:07 +0000 https://www.doppioclick.it/post/82/fiera-didacta-italia-edizione-siciliana massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Facebook: dati rubati nel 2019 ancora utilizzabili dagli hacker https://www.doppioclick.it/post/81/facebook-dati-rubati-nel-2019-ancora-utilizzabili-dagli-hacker

Un vecchio furto di dati preoccupa gli utenti di Facebook. Secondo quanto affermano esperti e ricercatori che in queste ore stanno ottenendo grande visibilità sui media americani, nel 2019 qualcosa come 533 milioni di account del noto social network sono stati violati in 106 Paesi diversi. Nello specifico, 32 milioni di utenti si sono visti rubare dati personali negli Usa, 11 milioni in UK e 6 milioni in India. A rivelare per prima il furto di identità digitali è stata l’azienda di cyber intelligence Hudson Rock.

 

Facebook: violato anche l’account di Zuckerberg

Facebook non ha mai negato l’accaduto, ma ha comunque confermato che si tratta di dati vecchi, di cui si è già riferito nel 2019. Ovviamente, nel frattempo la vulnerabilità che ha portato al “buco” da parte degli hacker, è stata sistemata, come confermato anche dal portavoce dell’azienda di Mark Zuckerberg, Andy Stone, in un’intervista rilasciata alla Cnn. Con l’attacco informatico di due anni fa, i pirati sono riusciti ad ottenere, tra gli altri dati, generalità, password, email, numeri di telefono e tracciamento dei movimenti degli utenti. Persino quelli del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg.

 

I dati trafugati nel 2019 ancora in mano ai criminali

Nonostante sia passato molto tempo e il social network abbia già tappato la falla, i “dati possono essere ancora sfruttati dai criminali”, dichiara Alon Gal, uno dei responsabili di Hudson Rock alla Cnn. “Si tratta di dati che oggi sono più facilmente e velocemente accessibili e facili da utilizzare”, aggiunge Rachel Tobach, Ceo di SocialProofSDEcurity. Insomma, c’è la prova che i dati trafugati dai server di Facebook nel 2019 siano ancora in circolazione e continuano a fruttare bei soldini a chi li rivende nel dark Web per gli scopi, illegali, più disparati. Per gli utenti, dunque, il consiglio è sempre lo stesso: modificare di sovente la propria password di accesso a Facebook come agli altri social network, assicurandosi di adottare chiavi di accesso non facilmente riconducibili alla propria identità (nomi, date di nascita etc.).

Fonte: WEBNEWS

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Mon, 5 Apr 2021 20:22:53 +0000 https://www.doppioclick.it/post/81/facebook-dati-rubati-nel-2019-ancora-utilizzabili-dagli-hacker nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Intel Core i9-11900K, i7-11700K e i5-11600K: Rocket Lake in test https://www.doppioclick.it/post/79/intel-core-i9-11900k-i7-11700k-e-i5-11600k-rocket-lake-in-test

Debuttano ufficialmente sul mercato quest'oggi i processori Intel Core di undicesima generazione per sistemi desktop, indicati con il nome in codice di Rocket Lake. Intel ha già anticipato le caratteristiche tecniche di questi prodotti alcune settimane fa e abbiamo pubblicato, a questo indirizzo, un articolo che le approfondisce: ad esso rimandiamo per tutti i dettagli.

Qui riassumeremo i principali elementi, puntando invece l'attenzione sulle prestazioni dei modelli Core i9-11900K, Core i7-11700K e Core i5-11600K:

  • Tecnologia produttiva a 14 nanometri, la stessa adottata dai processori Core di precedente generazione;
  • Nuova architettura, indicata con il nome in codice di Cypress Cove. Si tratta, è bene ricordarlo, della trasposizione su processo a 14 nanometri di quella Sunny Cove (Ice Lake) proposta da Intel con le CPU Core di decima generazione per sistemi notebook presentata dall'azienda nella seconda metà del 2019;
  • GPU della famiglia Intel Xe, con un massimo di 32 Execution Unit incrementate quindi sino del 33% circa rispetto alla GPU integrata nei processori Core desktop di precedente generazione;
  • Controller PCI Express Gen 4.0 sino a 20 linee;
  • Controller memoria DDR4 dual channel compatibile ufficialmente con lo standard DDR4-3200;
  • Sono processori compatibili con le schede madri basate su chipset Intel 500, oltre che con le schede madri dotate di chipset Intel della serie 400 (salvo H410 e B460) che abbiano ricevuto adeguato aggiornamento del BIOS.

Per valutare la portata dei benefici introdotti da Intel con la nuova architettura integrata nei processori Core della famiglia Rocket Lake abbiamo eseguito un confronto a parità di frequenza di clock tra Comet Lake e Rocket Lake, impostando la stessa frequenza di clock e lo stesso numero di core attivo.

Nello specifico abbiamo utilizzato i processori Core i7-10700K e Core i7-11700K, entrambi con 8 core e 16 thread alla frequenza di clock di 4GHz fissa su tutti i core disabilitando la tecnologia Turbo. Di seguito sono riportati i margini di incremento registrati in questo confronto per le differenti tipologie di applicazioni utilizzate nei nostri test:

  • Multimedia: 22,9%
  • Compressione: 18,9%
  • Calcolo: 20,8%
  • Scientifico: 18,6%
  • Produttività personale: 13,3%
  • Giochi totale: 18,2%
  • Giochi 1920: 17,6%
  • Giochi 2560: 18,7%
  • Media:18,8%

Il dato medio ottenuto è allineato all'indicazione di massima di un IPC in crescita del 19% dichiarato da Intel: si tratta di un balzo in avanti delle prestazioni netto a parità di frequenza di clock e il margine più elevato registrato dai processori Intel sin dal debutto delle proposte della serie Core 2000.

Fonte: Hardware Upgrade

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Wed, 31 Mar 2021 20:04:34 +0000 https://www.doppioclick.it/post/79/intel-core-i9-11900k-i7-11700k-e-i5-11600k-rocket-lake-in-test massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
One by Wacom : La tavoletta grafica ideale per la DAD, compatibile con Chromebook, PC e MAC. https://www.doppioclick.it/post/80/one-by-wacom-la-tavoletta-grafica-ideale-per-la-dad-compatibile-con-chromebook-pc-e-mac

Oggi Wacom ha annunciato un ulteriore importante passo in tale direzione: la tavoletta con penna One by Wacom è il primo dispositivo Wacom totalmente compatibile con i Chromebook e detiene la certificazione Works With Chromebook.

Per aiutare gli insegnanti e gli studenti a trarre il massimo dall’uso di una penna Wacom nel campo della formazione, Wacom sta creando una libreria di contenuti che include tutte le informazioni su Wacom per la formazione con Chromebook e ha lanciato una rete di supporto realizzata da insegnanti per insegnanti. E per soddisfare le vaste esigenze del settore della formazione, i dirigenti scolastici e gli acquirenti istituzionali hanno ora accesso attraverso un unico punto di contatto a tutti i prodotti Wacom: si va dagli strumenti stand-alone per insegnanti e studenti fino alle soluzioni integrate per scuole e istituti.

“La digitalizzazione porta grandi benefici al settore della formazione. Ma si è dimostrata impegnativa”, afferma Faik Karaoglu, Executive Vice President di Wacom Branded Business. “In quanto pioniere delle tecnologie digitali per le penne, Wacom si impegna a fornire a insegnanti, studenti e dirigenti scolastici soluzioni affidabili, sostenibili e semplici da usare. La nuova compatibilità con i display interattivi e le tavolette con penna rende attività quali la creazione, il lavoro e l’insegnamento in digitale il più naturali e intuitive possibili e offre agli utenti ulteriori possibilità per l’utilizzo dei loro Chromebook.

Fonte: Tecnophone

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Fri, 19 Mar 2021 20:13:47 +0000 https://www.doppioclick.it/post/80/one-by-wacom-la-tavoletta-grafica-ideale-per-la-dad-compatibile-con-chromebook-pc-e-mac massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
I dispositivi esterni sono fuori moda per archiviazione e backup, questo è il tempo dei NAS https://www.doppioclick.it/post/78/i-dispositivi-esterni-sono-fuori-moda-per-archiviazione-e-backup-questo-ã¨-il-tempo-dei-nas

I dischi rigidi esterni erano considerati comodi... nel secolo scorso! Erano un modo semplice per archiviare i file – una volta collegato il disco esterno, se il disco era nel giusto formato e non troppo pieno, o guasto, era pronto. Tuttavia, quella soluzione di archiviazione semplicissima e tradizionale non è più in grado di soddisfare le esigenze della vita moderna. Immagina di essere a una riunione e la chiavetta USB è a casa o peggio, ha smesso di funzionare. Devi ricordarti dove è stata archiviata la presentazione perché non esiste un modo rapido per effettuare una ricerca nel disco esterno. Vuoi condividere una cartella di grandi dimensioni di foto delle vacanze con i tuoi amici, ma è troppo pesante da inviare per e-mail. Queste situazioni accadono ogni giorno. Esiste un modo migliore.

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Sun, 25 Oct 2020 18:02:01 +0000 https://www.doppioclick.it/post/78/i-dispositivi-esterni-sono-fuori-moda-per-archiviazione-e-backup-questo-ã¨-il-tempo-dei-nas massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Edge basato su Chromium disponibile su Linux: ecco come installare la prima versione https://www.doppioclick.it/post/77/edge-basato-su-chromium-disponibile-su-linux-ecco-come-installare-la-prima-versione

Microsoft ha di recente annunciato che la nuova versione del browser Edge è finalmente disponibile su Linux. Si tratta nello specifico della versione del canale Dev del browser di Microsoft basato su Chromium, adesso disponibile come applicazione nativa su Windows 10 a partire dalla versione 20H2 (October 2020 Update). L'annuncio della disponibilità di Edge basato su Chromium su Linux arriva un anno dopo dall'ufficializzazione da parte di Microsoft.

Il gigante di Redmond ha inoltre dichiarato che allo stato attuale il browser è compatibile con le distribuzioni Ubuntu, Debian, Fedora e openSUSE. Come avviene con le altre piattaforme, l'aggiornamento della versione Dev avverrà settimanalmente mentre, per l'installazione, Microsoft propone diversi metodi sia attraverso gli strumenti per la gestione dei pacchetti delle varie distribuzioni Linux, sia attraverso il download dei pacchetti .deb o .rpm dal sito Insider.

Per quanto riguarda le funzionalità, Microsoft promette - per la versione Dev - "un'esperienza rappresentativa per gli sviluppatori che desiderano creare e testare i propri siti e app su Linux". La versione di anteprima per Linux attualmente non presenta molte funzionalità rivolte agli utenti, come il supporto per l'accesso agli account Microsoft, il che significa che non sono disponibili al momento le funzionalità di sincronizzazione, che arriveranno con un aggiornamento futuro.

C'è da chiedersi quanti utenti del pinguino siano disposti a passare ad un browser Microsoft, soprattutto quelli di vecchia data che hanno assistito alla guerra fra le due piattaforme. Sembra ieri quando nel 2001 Steve Ballmer definiva il sistema operativo open-source come un "cancro che aggredisce il senso della proprietà intellettuale di ogni cosa che tocca", ma da allora le cose sono cambiate e l'ascia di guerra è stata seppellita da ambo le parti ormai da diversi anni.

Fonte: hwupgrade.it

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Thu, 22 Oct 2020 18:55:17 +0000 https://www.doppioclick.it/post/77/edge-basato-su-chromium-disponibile-su-linux-ecco-come-installare-la-prima-versione nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Da Classroom a Moodle, lezioni on-line e piattaforme per la didattica a distanza https://www.doppioclick.it/post/76/da-classroom-a-moodle-lezioni-on-line-e-piattaforme-per-la-didattica-a-distanza

Google Classroom

Produttore: Google
Data di rilascio: 12 agosto 2014
Dispositivi compatibili: Browser e app iOS e Android
Licenza: Free

La prima piattaforma per la didattica a distanza che citiamo è Google Classroom, una suite gratuita, che riunisce strumenti completi dedicati all’e-learning. Grazie a questo strumento gli studenti possono essere invitati nelle classi virtuali tramite un codice, fornito dai docenti o dalla scuola. Gli studenti che vogliono partecipare e interagire alle lezioni a distanza, devono semplicemente registrarsi con il proprio account Google e inserire il codice nella sezione “Iscriviti al corso”. Google Classroom sfrutta molti servizi di Google come Google drive per la condivisione di documenti e appunti e Hangouts per le video-lezioni in streaming, alle quali studenti e docenti possono interagire e partecipare in tempo reale. Classroom non è una novità per tutti gli istituti scolastici poiché molti di essi lo hanno già testato e sperimentato prima della crisi legata alle vicende del Coronavirus.

Moodle

Produttore: Moodle project
Data di rilascio: 2001
Dispositivi compatibili: Multipiattaforma
Licenza: Open Source

Moodle è l’acronimo di “Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment”, un ambiente per l’apprendimento didattico modulare. Si tratta di una piattaforma per la didattica a distanza, utilizzata prevalentemente in ambienti universitari. Come altre piattaforme di e-learning, Moodle permette di seguire e scaricare corsi e favorisce la comunicazione tra studenti e docenti con la condivisione di materiali didattici. Questo software può essere utilizzato sia su computer che su dispositivi mobile come smartphone e tablet. Moodle prevede una registrazione e gli utenti ricoprono ruoli ben precisi, dallo Studente all’ospite, passando per il Manager o il Docente.

We School

Produttore: Oilproject
Data di rilascio: 2016
Dispositivi compatibili: Browser e app iOS e Android
Licenza: Commerciale

We School è una piattaforma italiana che permette di creare vere e proprie classi virtuali e di partecipare a lezioni online con tanto di registro elettronico. Il funzionamento di We School è molto simile a quello di Google Classroom in quanto, oltre all’invito via email, prevede l’utilizzo di codici per far partecipare gli studenti alle classi virtuali.

La piattaforma è suddivisa in quattro sessioni:

Registro di classe: una sorta di registro elettronico che tiene traccia delle attività della classe

Wall: la bacheca con i post e i materiali didattici disponibili a studenti e docenti

Board: lo spazio in cui si trovano tutte le lezioni digitali

Area Test: lo spazio dedicato a verifiche e quiz che si auto-correggono. Difatti, il docente può creare dei test con dieci tipologie di domande e potrà seguire l’esecuzione di esso da parte degli studenti, in tempo reale

Blackboard Collaborate

Produttore: Blackboard Inc.
Data di rilascio: Luglio 2010
Dispositivi compatibili: Multipiattaforma
Licenza: Commerciale

Blackboard è uno spazio virtuale che permette l’interazione tra studenti, docenti e altri collaboratori. Blackboard offre una piattaforma di e-Learning completa e funzionale per le Università, che permette ai docenti di svolgere lezioni a distanza complete e interattive. Il docente che utilizza la piattaforma Blackboard Collaborate può registrare lezioni e renderle disponibili in qualsiasi momento ai propri studenti, oppure avviare video-lezioni interattive in diretta streaming. La piattaforma permette di condividere schermo, documenti e file e di utilizzare una lavagna interattiva condivisa. Si tratta di una piattaforma completa di e-learning, utilizzata da molte università italiane per la didattica a distanza. Per fruire dei contenuti basati su Blackboard è sufficiente accedere al proprio browser internet e connettersi al portale con le proprie credenziali.

Nel dettaglio, ecco alcune funzionalità previste da Blackboard:

Caricare e condividere materiali didattici

Condividere schermo e app

Organizzare video conferenze

Creare questionari

Registrare o trasmettere lezioni in streaming

Microsoft Teams

Produttore: Microsoft
Data di rilascio: Marzo 2017
Dispositivi compatibili: Multipiattaforma
Licenza: Commerciale (Office 365)

Microsoft Teams non nasce come strumento dedicato alla didattica a distanza, tuttavia può essere tranquillamente utilizzato per questo scopo. Difatti, molte scuole e università stanno utilizzando Microsoft Teams per trasmettere lezioni online e in molti casi organizzano vere e proprie sessioni di laurea o di esame a distanza. Teams è una piattaforma di comunicazione completa che combina chat di lavoro, teleconferenza, condivisione di contenuti e applicazioni. La sua integrazione con la suite di Office 365 lo rende molto indicato in contesti aziendali e accademici che operano con le applicazioni in cloud di Microsoft. Tra le funzioni di Teams c’è la possibilità di organizzare riunioni pianificate, invitando studenti e partecipanti. Nel corso delle riunioni è possibile condividere il proprio schermo, materiali didattici e applicazioni installate nel proprio dispositivo. Docenti e insegnanti che utilizzano Microsoft Teams possono distribuire, fornire commenti, suggerimenti e assegnare voti utilizzando la scheda “Assegnazioni”, disponibile per gli abbonati a Office 365 Education. Con Teams è anche possibile creare quiz e sondaggi interattivi utilizzando il componente aggiuntivo Microsoft Forms, presente nella sessione app all’interno del programma. Teams può essere utilizzato sia tramite app che direttamente dal browser.

Fonte: PassioneTecnologica.it

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Sun, 4 Oct 2020 17:37:22 +0000 https://www.doppioclick.it/post/76/da-classroom-a-moodle-lezioni-on-line-e-piattaforme-per-la-didattica-a-distanza nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Windows 10, l’aggiornamento 20H2 cambierà il browser predefinito https://www.doppioclick.it/post/74/windows-10-l’aggiornamento-20h2-cambierã -il-browser-predefinito

Microsoft ha deciso che, a partire da Windows 10 20H2, la nomenclatura degli aggiornamenti semestrali di Windows cambierà: non verranno più utilizzati i nomi dei mesi in cui l’aggiornamento è previsto (come appunto May 2020 Update) perché potrebbero causare confusione in caso di eventuali ritardi. Verranno utilizzate, invece, le sigle con cui normalmente gli aggiornamenti sono chiamati internamente all’azienda come 20H1 o 20H2.

Il significato dovrebbe essere così più chiaro per tutti: Windows 10 20H1 è l’aggiornamento della prima metà del 2020 (’20 Half 1), Windows 10 20H2 quello della seconda metà, il primo aggiornamento semestrale del 2021 si chiamerà 21H1 e così via.

La scelta di Microsoft è saltata all’occhio agli utenti Windows Insider che hanno ricevuto la Preview Build 19042.330. Questa versione è la prima anteprima dell’aggiornamento Windows 10 20H2 che arriverà in via definitiva a tutti gli utenti durante questo autunno e disponibile al momento nel canale Beta di Windows Insider (precedentemente conosciuto come Slow Ring).

Edge Legacy verrà abbandonato definitivamente, come anche il suo motore EdgeHTML, per fare spazio alla nuova versione di Microsoft Edge Chromium, eliminando così la confusione data dall’esistenza di due browser omonimi ma fondamentalmente diversi.

Gli utenti Windows 10 possono già scaricare il nuovo browser della casa di Redmond e gli aggiornamenti all’app vengono già distribuiti tramite Windows Update, tuttavia in una nuova installazione dell’attuale Windows 10 20H1 (anche conosciuto come May 2020 Update) l’ormai abbandonato Edge è ancora presente come app di navigazione web preinstallata.

Edge basato su Chromium sta riscuotendo un enorme successo tra gli utenti. Ad oggi, nonostante sia ancora necessario scaricarlo manualmente e non sia integrato di default in Windows 10, il browser Microsoft ha già il secondo posto nella classifica dei browser più utilizzati al mondo, alle spalle di Chrome e davanti a Firefox di Mozilla.

Fonte: TOM'S HARDWARE

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Sun, 21 Jun 2020 18:00:42 +0000 https://www.doppioclick.it/post/74/windows-10-l’aggiornamento-20h2-cambierã -il-browser-predefinito nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Arrivano gli Intel Core 10a gen Comet Lake-S con socket LGA 1200 https://www.doppioclick.it/post/75/arrivano-gli-intel-core-10a-gen-comet-lake-s-con-socket-lga-1200

Il nuovo processore Core i5-10400, modello di fascia media che sarà equipaggiato con 6 core e 12 thread, offre un sostanziale miglioramento rispetto all'attuale Core i5-9400 che, come sicuramente ricorderete, non supporta la tecnologia Intel Hyper Threading.

Le immagini confermano nuovamente come Intel abbia cambiato socket sui processori Comet Lake-S che, utilizzando il nuovo LGA1200, non saranno compatibili con gli attuali Coffee Lake-S con socket LGA 1151 presentati a ottobre 2018. Quanto alle specifiche del Core i5-10400, siamo di fronte a un 6 core/12 thread con frequenza base di 2,9 GHz, Boost single-core a 4,3 GHz e Boost all-core a 4 GHz. Il TDP della CPU dovrebbe essere di 65W, come del resto tutti i modelli "non-K", le varianti con moltiplicatore sbloccato invece saranno impostate a 125W.

Oltre a confermare i modelli di punta Core i9, i7 e i5 - tra questi il Core i9-10900K a 10 core avvistato recentemente su 3DMark - non abbiamo altre indicazioni se non la data di embargo indicata tra il 13 aprile e il 26 di giugno. Vista l'attuale emergenza legata al Coronavirus non possiamo sapere se queste date saranno o meno rispettate, nel caso in cui l'emergenza rientrasse, ipotizziamo che Intel possa fare un annuncio nella seconda metà di aprile (magari con il modello di punta), presentando successivamente tutta la linea Core 10a gen al Computex 2020 di Taipei, ancora attualmente in programma dal 2 al 6 giugno.

Fonte: HDBLOG.IT

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Thu, 28 May 2020 18:32:31 +0000 https://www.doppioclick.it/post/75/arrivano-gli-intel-core-10a-gen-comet-lake-s-con-socket-lga-1200 massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Samsung, in arrivo unità SSD Gen4 consumer e non solo (M.2, E1.S e U.2) https://www.doppioclick.it/post/73/samsung-in-arrivo-unitã -ssd-gen4-consumer-e-non-solo-m2-e1s-e-u2

Le più recenti piattaforme AMD sono di fatto le uniche a mettere a disposizione degli utenti l'interfaccia PCIe di quarta generazione, andando a raddoppiare il potenziale in termini di bandwidth teorica. Volendoci soffermare solo sull'aspetto storage e all'ambito consumer, questo significa che solo su queste piattaforme si possono sfruttare al massimo i pochi SSD M.2 in commercio dotati di questa interfaccia.

Volendo scendere un po' più nel dettaglio, attualmente quei pochi brand che operano nel segmento di fatto adottano hardware praticamente identico, sfruttando chip Toshiba/Kioxia e controller Phison PS5016-E16. Il resto è solo questione di etichetta, in tutti i sensi. Ebbene, sembra che ci sia fermento in questo settore anche in casa Samsung, come era lecito attendersi. Secondo Engadget, infatti, Samsung sarebbe in procinto di presentare modelli di SSD Gen4, sia per il settore enterprise/datacenter, sia per quello consumer.

Ci saranno unità con form factor del tutto estranei al mondo consumer, ovvero E1.S (chiamato spesso "Ruler" e di concezione Intel ma anche EDSSF) e U.2, quest'ultimo una specie di SATA 6Gbps "obeso" a vedersi, ma molto differente dai modelli consumer a iniziare dall'interfaccia molto più performante.

Quello che più ci interessa è sicuramente l'unità M.2, che di fatto condivide tutta la componentistica con i due modelli per datacenter. Il progetto infatti è per ora indicato col nome di PM9A3 (facile che verranno assegnati nomi specifici in base ai settori di utilizzo), raggiunge i 6500MB/s in lettura e 3500MB/s in scrittura, con IOPS, per quel che possa valere questo indicatore, nell'ordine dei 900.000.

A breve, insomma, potrebbe apparire all'orizzonte un nuovo SSD M.2 PCIe Gen4 per gli appassionati del marchio Samsung, con prestazioni decisamente superiori ai modelli (o più precisamente al modello...) presenti sul mercato. 

Fonte: Hardware Upgrade

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Mon, 18 May 2020 17:52:27 +0000 https://www.doppioclick.it/post/73/samsung-in-arrivo-unitã -ssd-gen4-consumer-e-non-solo-m2-e1s-e-u2 massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Scuola, Azzolina firma decreto: al via distribuzione 85 milioni per la didattica a distanza https://www.doppioclick.it/post/72/scuola-azzolina-firma-decreto-al-via-distribuzione-85-milioni-per-la-didattica-a-distanza

Di questi, 10 milioni potranno essere utilizzati dalle istituzioni scolastiche per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e per dotarsi immediatamente di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o per potenziare quelli già in loro possesso. Ponendo attenzione anche ai criteri di accessibilità per le ragazze e i ragazzi con disabilità. Altri 70 milioni saranno utilizzabili per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza. I restanti 5 milioni serviranno a formare il personale scolastico.

I 70 milioni per i dispositivi digitali saranno distribuiti fra le scuole tenendo conto del numero totale di alunni dell’istituto (per il 30% del totale dell’importo), ma anche dell’indicatore Ocse Escs (per il 70% del totale dell’importo), che consente di individuare le aree dove ci sono famiglie più bisognose e dove, soprattutto, sono meno diffuse le dotazioni digitali.
“Abbiamo scelto un criterio che ci consentirà di raggiungere meglio le zone del Paese e le famiglie dove c’è maggiore necessità - sottolinea Azzolina -. Queste che distribuiamo sono risorse importanti per la scuola con cui oggi rispondiamo a un’emergenza, ma attraverso cui gettiamo anche le basi per il futuro. Tutto quello che stiamo facendo in questo momento rappresenta un patrimonio che ci resterà e consentirà alla comunità scolastica di crescere e migliorarsi ancora”.

Il decreto individua le risorse disponibili scuola per scuola. Appena arriveranno nelle ‘casse’ dei loro istituti i dirigenti scolastici potranno utilizzarle immediatamente. Il provvedimento firmato stabilisce anche le modalità per ripartire fra le scuole i 1.000 assistenti tecnici informatici previsti dal decreto ‘Cura Italia’ che potranno dare supporto ai docenti per la didattica a distanza. Saranno assegnati alle istituzioni scolastiche del primo ciclo, dove oggi queste figure non esistono. Il decreto incrementa, infine, il Fondo per le emergenze educative del Ministero di 2 milioni di euro, anche questi utilizzabili per le esigenze delle scuole per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sul piano della didattica.

La Ministra ha poi firmato il provvedimento, anche questo previsto dal decreto legge ‘Cura Italia’, che assegna alle scuole 43,5 milioni per pulizie straordinarie e acquisto di gel e prodotti igienizzanti.

Il Ministero invierà una circolare operativa alle scuole per l’attuazione del decreto ‘Cura Italia’.

Fonte: Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca

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Fri, 27 Mar 2020 19:09:53 +0000 https://www.doppioclick.it/post/72/scuola-azzolina-firma-decreto-al-via-distribuzione-85-milioni-per-la-didattica-a-distanza nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Office 365 Education A1 https://www.doppioclick.it/post/71/office-365-education-a1

Versione online di Office completamente gratuita, che include:

  • Posta elettronica con casella postale di 50 GB
  • Versioni Web di Word, PowerPoint, Excel, OneNote e Outlook
  • Videoconferenze, collaborazione in classe, creazione classi, condivisione di schermo, registrazione video chiamate, lavagna digitale, repository di file (lezioni, blocchi appunti, video, questionari di valutazione e altri documenti) con Microsoft Teams
  • Spazio di archiviazione personale (1000 GB per ogni docente e ogni studente)
  • Portale video streaming
  • Strumenti per la conformità e protezione delle informazioni

Tipologia di soluzione

Office 365 Education è una piattaforma online per la creazione, collaborazione e condivisione di contenuti. Riunisci conversazioni, contenuti, attività e app in un unico posto con Microsoft Teams. Crea classi collaborative, collegati a comunità di apprendimento professionale e comunica con i colleghi, tutto grazie a un singolo strumento.

Con Microsoft Teams, piattaforma di collaborazione inclusa in Office 365 Education, puoi:

  • Collaborare: creare file collaborando con più persone e condividere risorse con le app integrate in Office 365. Con Teams puoi modificare documenti in tempo reale insieme agli altri.
  • Comunicare: conversazioni su canali, lezioni online e chat per rimanere sempre connessi. Durante le riunioni online di Teams è possibile condividere lo schermo, attivare una lavagna virtuale, registrare la lezione/riunione e avere la registrazione sempre disponibile per la classe su Teams. Le riunioni Teams supportano fino a 250 partecipanti, per classi più numerose è possibile organizzare riunioni in modalità Live Event che supportano fino a 10.000 partecipanti.
  • Integrare strumenti: personalizza Teams con i tuoi strumenti preferiti per insegnare in classe e per organizzare il tuo lavoro.
  • Gestire attività e compiti: crea attività e compiti in classe funzionali, fornisci una guida trasparente a supporto e dai feedback approfonditi.
  • Gestire il registro dei voti: organizza e monitora le attività e i voti di ogni classe direttamente da un apposito Team.
  • Blocco appunti di classe integrato: crea e archivia risorse con OneNote in Teams.
  • Usare altre applicazioni: Teams si integra perfettamente con molte applicazioni Education già presenti

Procedura di attivazione

Per creare automaticamente un account Office 365 per la scuola di appartenenza il dirigente dovrà solo accedere a questa pagina, cliccare su “Inizia Gratuitamente” e seguire queste istruzioni.

In 5 minuti avrete una piattaforma Office 365 attiva, con 5000 licenze A1 per studenti e 5000 licenze A1 per Istituti di istruzione (da usare per insegnanti).

Fonte: Ministero dell'Istruzione Ministero dell'Università e della Ricerca

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Thu, 26 Mar 2020 19:18:34 +0000 https://www.doppioclick.it/post/71/office-365-education-a1 nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
#distantimauniti https://www.doppioclick.it/post/68/distantimauniti

In questo periodo di emergenza vogliamo ricordare a tutti che Doppioclick continuerá a dare supporto a distanza telefonando allo 090663399 o inviando una email all'indirizzo info@doppioclick.it

Nell'emergenza Coronavirus, Fastweb è al tuo fianco e mette a disposizione 1 milione di GIGA GRATIS. Dal 13 marzo potrai informarti e rimanere in contatto con parenti, amici, compagni di scuola e colleghi, senza consumare il traffico incluso nella tua offerta. Maggiori dettagli su gofw.it/fwconte

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Tue, 17 Mar 2020 20:37:37 +0000 https://www.doppioclick.it/post/68/distantimauniti massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
I virus arrivano dalla rete dello Smart Working: come proteggerci? https://www.doppioclick.it/post/69/i-virus-arrivano-dalla-rete-dello-smart-working-come-proteggerci

In seguito all'emergenza causata dal Coronavirus, molte aziende hanno permesso ai propri dipendenti di lavorare da casa, al fine di creare un danno economico all'azienda tutelando però la salute dei lavoratori. Lo smart working ha tanti pro ma altrettanti contro, dovuti soprattutto alla sicurezza dei device dei dipendenti e dei dati in circolo.

 

Coronavirus, gli hacker puntano i dipendenti Smart

Bello lo smart working, una vera e propria innovazione. Il “lavoro agile” permette ai dipendenti di essere produttivi anche da casa, dove non mettono in pericolo la propria salute. Sono un po’ meno belli però i virus, messi in rete dagli hacker, che in questo momento hanno molte più prede da far cadere tra le proprie grinfie. A lavoro le aziende hanno a disposizione sistemi di sicurezza di alto livello, installati nel corso degli anni e attraverso una spesa economica non indifferente. Per tutelare i dipendenti sono stati inseriti firewall, proxy, limitazioni per la navigazione su internet e altre tecnologie sofisticate. Da casa diventa più complesso aiutare i lavoratori su questo fronte. Ci sono persone che vivono di truffe in questo settore e non aspettavano un momento migliore per attaccare più persone possibili.

 

Smart working, VPN e cloud per tutelare i dipendenti

Bene, cominciamo. Lavorando online bisogna fare attenzione ai virus trasmessi attraverso ai file. Le aziende di cybersecurity negli ultimi giorni hanno rilevato file dannosi che si presentavano come documenti docx, mp4 e pdf ricchi di informazioni sul Coronavirus. Questi file contenevano diverse minacce informatiche in grado di copiare e distruggere dati preziosi. La prima contromisura necessaria secondo Kaspersky (azienda specializzata nello sviluppo di software per tutelare la sicurezza) è quella di fornire una VPN ai propri dipendenti, in modo da rendere meno rintracciabile la rete. Per i meno esperti, facendola molto spicciola, una VPN è una Virtual Private Network, che garantisce ai dipendenti privacy e anonimato. Una seconda contromisura viene suggerita da Gastone Nencini di Trend Micro Italia, che pensa che i dipendenti possano essere più sicuri lavorando su un cloud attraverso delle soluzioni software as a service, ossia “a richiesta”.

 

L’igiene è fondamentale anche per i PC

In questi ultimi giorni si è parlato tanto di igiene e pulizia, suggerendo ai cittadini di lavarsi più volte e accuratamente le mani, per evitare la diffusione del Coronavirus. Ecco, il concetto è simile per quanto riguarda i PC e i virus. Bisogna mantenere quella che viene chiamata igiene cibernetica, riassumibile in 3 passaggi fondamentali: aggiornare sempre il proprio sistema operativo, avere una buona connessione ad internet e utilizzare sistemi di lavoro affidabili. Per sistemi di lavoro si intendono quelli che permettono il co-working, attraverso chat e videochiamate. Per questo genere di attività Microsoft Teams dovrebbe fare al caso vostro: veloce, intuitivo e sicuro.

 

Sicurezza da casa, occhio alle password

Pensavate che fosse tutto così semplice? Mi spiace, ma no. In questi giorni dovrete fare ancor più attenzione alle vostre password, che verranno attaccate più del solito. Sì perché a casa ci sono quelle persone cupe e frustrate che pensano solo ad ingannare il prossimo, con truffe e virus. Occhio alla penna insomma. Non usate ‘parole d’ordine’ demenziali formate da sei caratteri tutti numerici (sì sto parlando proprio della vostra data di nascita e no, non è una buona idea). Usate la fantasia ed inserite dei caratteri speciali all’interno di esse, non all’inizio o alla fine, è troppo semplice così. E non vi fate venire la malsana idea di utilizzare le prime cinque lettere della tastiera (querty), non siete originali e no, non è per niente sicura come password. Quindi, libero sfogo alla fantasia e più lunghe sono meglio è.

 

Operare sul router è un passaggio fondamentale

Capitolo password archiviato parliamo di un’altra parola d’ordine, ossia quella del vostro router. E’ consigliabile cambiare il prima possibile quella che vi è stata assegnata di default, anche perché ci sono software specializzati che consentono alle persone poco raccomandabili di entrare all’interno della vostra rete. Anche qui vale il discorso della password originale, mi raccomando. Inoltre, sarebbe consigliabile cambiare anche il nome del router, per renderlo meno riconoscibile. Passando ad un lato un più tecnico, ma neanche troppo, per garantire la vostra sicurezza è necessario che il firmware del router sia aggiornato, fateci attenzione.

 

Cybersecurity, software da aggiornare e antivirus da installare

Passiamo alla parte più interessante, ossia quella principalmente software. E’ di fondamentale importanza aggiornare non appena possibile il sistema operativo, per risolvere falle di funzionamento. Il secondo passo è quello di installare un firewall. Non sapete cosa sia e non avete la minima idea di come si faccia a scaricare? Non temete, è integrato nei sistemi Windows e Mac, dovete solo controllare che sia attivo. Ultimo passo software ma non per importanza, è quello di installare un antivirus, che si occupa di proteggerci dalle infezioni cibernetiche, come dice il nome stesso.

 

Virus, attenzione ai link: esistono le sandbox

Siamo alla fine del percorso, manca poco e sarete pronti a lavorare da casa come se foste in ufficio. “Che fortuna” starete pensando, già lo immagino. Non vi resta che utilizzare una sandbox prima di aprire un file sospetto, magari proveniente da una mail altrettanto sospetta dalla grammatica discutibile. Ce ne sono a vagonate disponibili online tra cui Virus Total, che si occuperà di verificare il contenuto del documento, prima che vi possa distruggere il computer, i dati e l’intera camera. Secondo quanto riportato da La Repubblica, negli ultimi giorni migliaia di utenti hanno cliccato su link sospetti in giro per il web e le varie app di messaggistica. Il consiglio è semplice, usate una sandbox o evitate di cliccare su questi link, fatelo solo se siete sicuri della loro provenienza. Bene, “Tutto pronto, si comincia”, direbbe il buon Guido Meda.

Fonte: SMARTOPIC

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Mon, 16 Mar 2020 20:45:41 +0000 https://www.doppioclick.it/post/69/i-virus-arrivano-dalla-rete-dello-smart-working-come-proteggerci nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Una soluzione italiana di desktop remoto semplice ed economica per lo smart working: Supremo https://www.doppioclick.it/post/70/una-soluzione-italiana-di-desktop-remoto-semplice-ed-economica-per-lo-smart-working-supremo

Supremo è una soluzione snella e semplice da usare per gestire il desktop da remoto. Si installa in pochi clic ed è uno strumento ideale per scenari di assistenza remota o smart working. L'utilizzo di Supremo è gratuito per uso personale e molto economico se viene usato in ambito business e per scopi professionali: le licenze costano meno di 5 euro al mese.

Smart working (o lavoro agile) e telelavoro sono due concetti differenti, anche se nel linguaggio comune i due termini vengono usati senza distinzioni. Nel telelavoro, i dipendenti che lavorano da remoto sono soggetti alle stesse limitazioni di orario di chi si reca ogni giorno in sede e, fondamentalmente, si limitano a svolgere il loro lavoro da casa. Lo smart working, al contrario, è una metodologia di lavoro agile che prevede non solo la possibilità di lavorare da casa (o da una spiaggia, un parco, in montagna, da un bar), ma offre al lavoratore anche una certa flessibilità in termini di orario. Può sembrare una distinzione di poco conto, ma la differenza è notevole, anche dal punto di vista della sicurezza. Nel caso del telelavoro, la connessione avviene sempre dalla stessa linea, e può essere messa in sicurezza con relativa facilità.

Differente l’ambito dello smart working, dove invece il lavoratore userà diversi tipi di connessione: quella di casa sua, il tethering del telefono, gli hot-spot wi-fi e, in generale, connessioni che potrebbero non rispettare gli standard di sicurezza.

Per questo motivo le aziende che hanno attivato politiche di smart working spesso studiano soluzioni di accesso più sicure per i lavoratori remoti. VPN, per esempio, ma anche soluzioni di desktop remoto, che permettono di accedere al computer dell’ufficio ovunque ci si trovi, anche con un computer non particolarmente potente.

Fra le varie soluzioni per il desktop remoto disponibili sul mercato, Supremo – software sviluppato dall'azienda italiana Nanosystems - si distingue per due peculiarità: è estremamente semplice da installare e configurare ed è economico. La versione gratuita per uso privato di Supremo si può scaricare qui.

Fonte: HARDWARE UPGRADE

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Sat, 14 Mar 2020 21:25:52 +0000 https://www.doppioclick.it/post/70/una-soluzione-italiana-di-desktop-remoto-semplice-ed-economica-per-lo-smart-working-supremo nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
5G, una nuova dimensione https://www.doppioclick.it/post/67/5g-una-nuova-dimensione

Una nuova ampiezza di banda e una latenza di molto inferiore agli standard precedenti fanno del 5G una vera e propria rivoluzione della connettività. Sarà una rivoluzione, sotto molti punti di vista: le reti 5G saranno sviluppate entro pochi anni, la velocità delle reti di quinta generazione è la promessa più importante, ma sono anche altre le caratteristiche che promettono un forte balzo nelle potenzialità del mondo mobile.

La quinta generazione della connettività sta entrando poco alla volta nella quotidianità e le promesse che si porta appresso sono di altissimo livello. Il 5G non sarà infatti soltanto un’evoluzione del 3G e del 4G che ognuno ha imparato a conoscere in questi anni, ma rappresenta un vero e proprio salto di paradigma verso un futuro nel quale tutto sarà connesso.

Questa è infatti la prospettiva del 5G: connettere tutto, offrire un’altissima ampiezza di banda e garantire un servizio a bassissima latenza. L’immediatezza è ciò che andrà pertanto ad abbattere ogni barriera temporale, consentendo controlli da remoto ed altre opportunità fino ad oggi neppure ipotizzabili con le tecnologie del passato.

 

Cosa significa 5G?

5G sta per “quinta generazione“, evoluzione naturale di una nomenclatura che aveva in precedenza etichettato come 2G, 3G e 4G le generazioni antecedenti della connettività. Secondo quanto indicato nel white paper della Next Generation Mobile Networks, la tecnologia 5G dovrà radicarsi a partire dall’anno 2020 e ci si aspetta che “abiliti una società pienamente connessa e mobile, consentendo trasformazioni socio-economiche in molte direzioni, molte delle quali non immaginabili ad oggi, ivi inclusi gli ambiti della produttività, della sostenibilità e del benessere”.

La seconda generazione della connettività è stata incentrata principalmente sui servizi vocali, laddove i dispositivi mobile connessi erano ancora definiti “telefonini”: erano gli anni ’90. La terza generazione è quella dei primi smartphone e della prima navigazione in mobilità, senza particolari esigenze di traffico poiché i dispositivi consentivano soltanto piccoli scambi e non richiedevano particolari velocità. La quarta generazione è quella odierna, quella messa sotto stress dagli streaming audio e video, dalla navigazione, dalle app e da una crescente necessità di banda per ogni qualsivoglia operazione.

La quinta generazione, quella della tecnologia 5G è quella dell’always-on istantaneo, abbattendo i limiti dell’attuale 4G per trasformare la mobilità in qualcosa di molto più pervasivo. La vittoria del middleware, l’esaltazione del cloud, l’abbattimento di antiche barriere: il 5G è una rivoluzione che sarà sempre più evidente a mano a mano che nasceranno applicazioni e dispositivi in grado di sfruttarne le peculiarità.

Ma non è soltanto una questione di quantità di banda in download e upload: è anche e soprattutto il modo di gestire le comunicazioni e la copertura, rendendo le reti più intelligenti ed in grado di integrare realmente le persone e l’Internet delle Cose all’interno di un unico ecosistema informativo.

 

Come funziona, a cosa serve

La tecnologia 5G viene pertanto descritta partendo dall’esperienza, poiché è nella quotidianità che ci si attende un impatto rivoluzionario. I campi di applicazione nei quali il 5G farà la differenza sono i seguenti:

ambienti densamente popolati (location, centri urbani affollati, eccetera): laddove oggi il segnale e gli apparati erano facilmente affossati da poche centinaia di utenti connessi contemporaneamente, con il 5G il problema non si pone grazie alla più efficiente gestione della banda e delle connessioni;

alta velocità, poiché il 5G consente di raggiungere facilmente oltre 50Mbps ovunque (dalle aree cittadine a quelle rurali);

connessioni in mobilità ad alta velocità: la smart mobility sarà uno degli elementi cruciali della connettività 5G, tanto per quanto concerne la gestione stessa dei veicoli, quanto per le funzioni relative ai device personali degli utenti in viaggio. Ne consegue che l’impatto su veicoli come auto, aerei o treni potrà essere potentissimo, cambiando completamente la situazione rispetto alle attuali problematiche connessioni che oltre a certe velocità rendono del tutto problematica ogni velleità di navigare, comunicare o fruire di contenuti online. Particolarmente importante è la cosiddetta “3D connectivity”, in grado di tracciare lo spostamento di un punto di connessione nello spazio per poterlo servire al meglio durante gli spostamenti;

Internet of Things: la nuova generazione consente di connettere una molteplicità di device senza alcun problema: ciò si riflette nella concretizzazione di quel contesto sul quale i sensori ed i dispositivi del mondo IoT potranno svolgere il proprio ruolo;

real-time: la bassa latenza consente di poter rendere istantanea la comunicazione tra due punti lontani. Abbattendo le distanze temporali si abbatte virtualmente anche la distanza geografica, virtualizzando le presenze per portarle a vivere le medesime esperienze. Ne consegue che si potranno avere sale operatorie a distanza, così come auto controllabili da remoto e altro ancora: sarà l’uomo a stabilire sogni e limiti entro cui sviluppare tali opportunità. Tra le grandi frontiere esplorabili v’è quella del feedback tattile, dove con appositi apparati divenga possibile “toccare” oggetti situati a grande distanza, come se li si stesse realmente sfiorando;

disastri naturali: le capacità del 5G possono dare una grossa mano nella gestione delle calamità naturali, tanto in fase preventiva quanto nelle terribili fasi di gestione post-disastro: tra gli aspetti determinanti in questi ambiti v’è l’alta efficienza delle componenti utili per la costruzioni di reti di nuova generazione ed i bassi consumi che la rete implica;

servizi di e-health: il monitoraggio a distanza dei parametri legati ad uno stato di salute, la possibilità di tracciare l’evoluzione nel tempo, la possibilità di comunicare problemi in tempo reale con centraline di allarme e di controllo. Anche in questo caso si aprono terreni finora inesplorati, andando ad intaccare un antico e superato modo di intendere il monitoraggio dei propri parametri fisici;

servizi di broadcasting: invio e ricezione di flussi video viene semplificato rendendo possibili servizi fino ad oggi limitati dalle tecnologie di rete, anche e soprattutto quando il segnale veicola informazioni che hanno rilevanza locale (servizi durante gli eventi, informazioni sul traffico, eccetera).

Al tempo stesso fin dalle prime fasi di sviluppo della nuova tecnologia si è focalizzata su alcune specifiche caratteristiche che avrebbe dovuto avere la connettività del futuro per poter diventare componente essenziale di un nuovo modo di intendere la rete e la connettività. In particolare:

riduzione estrema del Total Cost of Ownership, affinché le infrastrutture di rete possano essere adottate rapidamente a costi minimi;

efficienza energetica, affinché si possa gestire un altissimo traffico dati senza gravare pesantemente sui costi di gestione che in gran parte sono legati a consumi energetici;

facilità di upgrade, consentendo ulteriori evoluzioni future della rete senza gravare sui costi dell’intera infrastruttura;

semplicità: la rete 5G deve essere semplice da progettare, da realizzare e da gestire anche grazie a tecnologie plug&play e auto-configurazioni;

flessibilità e scalabilità delle infrastrutture di rete, obiettivi raggiungibili soltanto a seguito di una ottimale definizione degli standard;

convergenza fisso-mobile, cosa che consentirebbe peraltro di gestire gli utenti allo stesso modo, senza differenze legate alla tecnologia in uso per la trasmissione dei dati;

costi estremamente ridotti per raggiungere quelle aree a basso rendimento che fino ad oggi hanno vissuto in situazione di digital divide: il 5G dove riuscire a colmare anche questo gap, connettendo realmente l’intero pianeta senza discriminazioni e senza zone oscurate dal ridotto vantaggio economico degli investimenti.

I vantaggi del 5G si potranno dunque sperimentare tanto indoor, quanto outdoor; saranno evidenti tanto nelle aree fortemente popolate (stadi, aeroporti, centri urbani), quanto nelle zone rurali; saranno disponibili tanto sugli smartphone, quanto in ambiti quali smart home, smart mobility e Internet of Things. Il futuro a 5G è di fatto tutto da costruire, poiché i primi saranno gli anni dello sviluppo delle reti e dei device: la generazione di una massa critica di utenti sarà rapida e darà immediate opportunità al mercato.

Secondo Ericsson, tra i principali player nello sviluppo delle infrastrutture di rete per il 5G, la nuova rete è fondamentale per consentire agli operatori di offrire banda a sufficienza: il traffico mobile è destinato a quintuplicare entro il 2023 e solo un passaggio al 5G consentirà di non giungere al punto di esaurimento delle possibilità del 4G. Al tempo stesso, il 5G vedrà emergere la propria importanza soprattutto in ambito business, ove la fornitura dei servizi sarà il vero elemento disruptive che le nuove reti promettono di generare.

Fonte: PuntoInformatico

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Sun, 16 Feb 2020 20:58:16 +0000 https://www.doppioclick.it/post/67/5g-una-nuova-dimensione massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Cyber Security: le peggiori minacce per il 2020 secondo Sophos https://www.doppioclick.it/post/66/cyber-security-le-peggiori-minacce-per-il-2020-secondo-sophos

Sophos presenta il Threat Report 2020: sono illustrate le peggiori minacce per la cyber security del prossimo futuro

Le peggiori minacce future per la cyber security sono i ransomware, le app “fleeceware” alleate dei malware, gli errori di configurazione del cloud e il machine learning. E’ quanto emerso dal Threat Report 2020 di Sophos, che analizza l’evoluzione dei pericoli informatici. “Lo scenario delle minacce evolve senza sosta e la velocità e l’ampiezza di questi cambiamenti è al contempo rapida ed imprevedibile – ha sottolineato John Shier, senior security advisor di Sophos -. La sola certezza che abbiamo è ciò che avviene in questo momento e per questo nel nostro Threat Report  analizziamo i trend attuali al fine di comprendere quale impatto potranno avere nell’anno a venire. I nostri avversari stanno diventando sempre più abili nello sfruttare gli errori, nascondere la propria attività criminale e eludere le tecnologie di rilevamento e protezione, in cloud, sfruttando App e all’interno delle reti”.

 

Dai ransomware alle App “fleeceware”

Secondo gli esperti di cyber security, i ransomware  sono sempre più aggressivi. Attraverso gli attacchi attivi automatici trasformano gli strumenti di gestione considerati affidabili dalle aziende in vettori di infezione, eludendo i controlli di sicurezza e disabilitando i backup. Causando così il massimo danno nel minor tempo possibile. Invece, la caratteristica primaria delle App “fleeceware” è quella di spennare (to fleece) gli utenti in cambio di funzionalità disponibili in applicazioni gratis o molto più economiche. Al contempo, Sophos rileva che si è assistito ad attacchi adware sempre più aggressivi e il Threat Report sottolinea come questo tipo di minaccia e altri PUA come i plug-in dei browser, stanno diventando il vettore per la diffusione e l’esecuzione di malware.

 

Dagli errori di configurazione del cloud, che rendono gli ambienti un bersaglio per il cybercrime, al machine learning. Non dimenticando le minacce del Remote Desktop Protocol (RDP) e l’incremento degli attacchi attivi automatici (AAA)

Al panorama delle minacce per la cyber security si aggiungono gli errori di configurazione del cloud, che diventano vulnerabilità molto pericolose, e il machine learning. Questo, nato per sconfiggere i malware, è sotto attacco: il 2019 è stato l’anno in cui si è rivelato il potenziale delle aggressioni ai sistemi di sicurezza, basati sul machine learning. L’analisi di Sophos ha evidenziato come il modello possa essere compromesso e come la nuova tecnologia possa essere sfruttata per generare contenuti fake, ma estremamente credibili, in grado di alimentare attacchi basati sulla social engineering. Al contempo, gli addetti alla sicurezza sfruttano questa tecnologia per rilevare email e URL maligni e questo gioco del gatto con il topo non conoscerà tregua nei mesi a venire. Infine, nel Threat Report 2020 si sottolineano la sempre più ampia superficie sottoposta alle aggressioni rappresentata dal Remote Desktop Protocol (RDP) e l’inesorabile incremento degli attacchi attivi automatici (AAA).

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Fri, 20 Dec 2019 13:01:22 +0000 https://www.doppioclick.it/post/66/cyber-security-le-peggiori-minacce-per-il-2020-secondo-sophos nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Samsung crea (con il software) l’SSD che non muore mai https://www.doppioclick.it/post/64/samsung-crea-con-il-software-l’ssd-che-non-muore-mai

La potenza è nulla senza il controllo, recitava una famosa pubblicità di Pirelli molti anni fa. Applicando il concetto al settore hardware, possiamo parafrasare il tutto in “la potenza dell’hardware è nulla senza il software”.

Lo sanno bene tutte le principali aziende del mondo, e fra queste troviamo Samsung, che ha annunciato alcune innovazioni software per i suoi potenti SSD PCI Express 4.0 destinati al settore datacenter, PM1733 e PM1735, in produzione dal mese scorso.

La prima innovazione si chiama FIP, acronimo che sta per fail in place, e che secondo Samsung “assicura un SSD che non muore mai”. Cosa significa? FIP fa sì che gli SSD mantengano un’operatività normale anche quando si verificano errori a livello di chip.

Finora un problema in un solo chip NAND delle centinaia che compongono un SSD server significava che bisognava sostituire l’intero SSD, portando a un periodo di inattività del sistema e ulteriori costi di sostituzione del prodotto. Il software FIP integrato nei nuovi SSD può rilevare un chip “fallato”, fa la scansione alla ricerca di qualsiasi tipo di danno nei dati e poi sposta le informazioni sui chip funzionanti.

Ad esempio, se un problema viene identificato in uno dei 512 chip NAND presenti all’interno di un SSD da 30,72 TB, il software FIP attiverà automaticamente algoritmi per la gestione dell’errore al livello dei chip, mantenendo le prestazioni dell’unità alte e stabili.

La seconda tecnologia che Samsung implementa sui nuovi prodotti è la virtualizzazione, che permette a più utenti di avere spazi di lavoro virtuali indipendenti. Un singolo SSD può essere suddiviso in un massimo di 64 piccoli SSD, fornendo così spazi di lavoro virtuali e indipendenti a più utenti.

I fornitori di archiviazione sul cloud possono così estendere i loro servizi a più utenti con la stessa quantità di risorse. La tecnologia consente agli SSD di prendersi carico anche di alcune operazioni virtualizzate solitamente gestite dalle CPU server, come Single-Root I/O Virtualization (SR-IOV), richiedendo così meno CPU e SSD.

Il terzo elemento con cui Samsung spera di attrarre più clienti verso i nuovi SSD si chiama “V-NAND machine learning technology” e usa i big data per verificare in modo accurato la validità di un dato quando si lavora a velocità molto elevate.

La tecnologia aiuta a predire e verificare in modo preciso le caratteristiche delle celle, oltre a rilevare qualsiasi variazione tra i modelli dei circuiti grazie all’analisi dei dati. Questo, secondo l’azienda sudcoreana, assicura un’affidabilità superiore dei dati, laddove le sempre maggiori prestazioni degli SSD rappresentano una sfida nel leggere e verificare i dati tramite impulsi di tensione estremamente rapidi.

“Un SSD realizzato con oltre 100 layer di NAND a 4 bit (QLC), che richiede un controllo della cella nettamente più preciso rispetto alla NAND a 3 bit (TLC), è in grado di generare i livelli superiori di prestazioni, capacità e affidabilità necessari in un server e nei sistemi di archiviazione nei datacenter con il software di machine learning”, afferma Samsung.

Le due nuove serie di SSD NVMe di Samsung contano su 19 modelli in due form factor – 2,5 pollici (U.2) e HHHL (scheda) – con capacità che spaziano da 0,8 a 30,72 TB. A seconda del modello la resistenza è di uno o tre drive writes per day (DWPD) su un periodo di 5 anni.

Tra i due formati quello a scheda è il più veloce con prestazioni in lettura e scrittura sequenziale rispettivamente di 8 GB/s e 3,8 GB/s e velocità casuali di 1.450.000 IOPS in lettura e 260.000 IOPS in scrittura. I modelli U2 da 2,5 pollici si fermano a 6400 MB/s per quanto concerne le letture sequenziali.

Fonte: Tom's Hardware

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Sun, 22 Sep 2019 11:30:49 +0000 https://www.doppioclick.it/post/64/samsung-crea-con-il-software-l’ssd-che-non-muore-mai massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Windows 7 non sarà più supportato dal 14 gennaio 2020 https://www.doppioclick.it/post/65/windows-7-non-sarã -piã¹-supportato-dal-14-gennaio-2020

Tutti i software, prima o poi, raggiungono il loro "fine vita".

Sì perché la data di fine supporto di un sistema operativo di qualunque altro software porta con sé implicazioni dirette sulla disponibilità di nuove funzionalità e patch.
Per un sistema operativo come Windows 7 l'introduzione di nuove funzionalità è cosa ormai superata da tempo ma ciò che è fondamentale è la disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza.
Utilizzare un sistema operativo non sicuro perché ha ormai raggiunto il suo "fine vita" e non vengono più rilasciate patch correttive per i vari problemi di sicurezza rappresenta un grosso problema, soprattutto in ambito aziendale.
 

E se è vero che in tantissimi uffici pubblici è facile imbattersi ancor oggi in macchine che adoperano ancora Windows XP ritirato addirittura ad aprile 2014 (!), la pratica diffusissima che consiste nel continuare a utilizzare sistemi operativi ormai superati è fortemente sconsigliata, a meno di non utilizzare qualche precauzione (ne parliamo più avanti).

Fonte: ilsoftware.it

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Fri, 20 Sep 2019 11:38:41 +0000 https://www.doppioclick.it/post/65/windows-7-non-sarã -piã¹-supportato-dal-14-gennaio-2020 nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Arriva l’SSD con raffreddamento a liquido https://www.doppioclick.it/post/63/arriva-l’ssd-con-raffreddamento-a-liquido

Teamgroup ha annunciato il primo SSD M.2 con raffreddamento a liquido e un sistema di controllo RGB.

Teamgroup ha presentato T-FORCE CARDEA Liquid, un SSD M.2 NVMe dotato di un sistema di raffreddamento a liquido autocircolante che gli consente di abbassare efficacemente la temperatura di funzionamento del controller e dei chip NAND.

T-FORCE CARDEA Liquid un dispositivo unico, parliamo infatti del primo SSD PCIe M.2 al mondo con raffreddamento ad acqua appositamente progettato per PC gaming e alte prestazioni. È caratterizzato da un case che combina un involucro esterno trasparente e un rivestimento in metallo con impresso il logo dell’azienda.

Secondo l’azienda, il sistema di raffreddamento a liquido permette di abbassare le sue temperature di ben 10 gradi. Dal punto di vista tecnico siamo di fronte a un SSD con interfaccia PCIe Gen3 x4 che permette di raggiungere 3400 MB/s in lettura e 3000 MB/s in scrittura (dati sequenziali); le velocità di lettura e scrittura casuale sono rispettivamente di 450.000 e 40.000 IOPS.

Fonte: Tom's Hardware

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Sun, 28 Jul 2019 20:09:08 +0000 https://www.doppioclick.it/post/63/arriva-l’ssd-con-raffreddamento-a-liquido massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Rischio obesità usando il cellulare 5 ore al giorno https://www.doppioclick.it/post/61/rischio-obesitã -usando-il-cellulare-5-ore-al-giorno

Usare lo smartphone per più di 5 ore al giorno aumenta del 43% il rischio di obesità. È quanto suggerisce uno studio su studenti universitari presentato alla conferenza dell'American College of Cardiology e condotto da Mirary Mantilla-Morrón, della Health Sciences Faculty presso la Simón Bolívar University di Barranquilla, in Colombia.

"L'uso prolungato del telefonino - spiega - facilità la sedentarietà e riduce l'attività fisica, condizioni associate ad aumentato rischio di morte prematura, diabete, malattie cardiovascolari, tumori, problemi osteoarticolari". Il suo impiego eccessivo è risultato associato anche ad altri comportamenti che a loro volta possono compromettere la salute dell'individuo, come ad esempio mangiare male.

Lo studio ha coinvolto 1060 studenti di 19-20 anni, il cui utilizzo del telefonino è stato monitorato. È emerso che usarlo per 5 o più ore al dì si associa a un rischio di obesità del 43% maggiore, a probabilità doppia di consumare bibite, mangiare cibo da fast food, snack dolci.

Fonte: Ansa

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Fri, 26 Jul 2019 19:50:49 +0000 https://www.doppioclick.it/post/61/rischio-obesitã -usando-il-cellulare-5-ore-al-giorno massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Windows 10, nuovo Start Menu rilasciato per sbaglio: sarà davvero così? https://www.doppioclick.it/post/62/windows-10-nuovo-start-menu-rilasciato-per-sbaglio-sarã -davvero-cosã¬

Microsoft ha appena rilasciato per sbaglio una versione di Windows 10 pensata per l'uso interno contenente una chicca decisamente interessante. Nella build era presente infatti uno Start Menu del tutto nuovo, privo delle Live Tile e contenente solo icone di app e funzionalità del servizio. L'azienda ha distribuito Windows 10 build 18947, pensata per lo sviluppo interno su Xbox, ai Windows Insider che utilizzavano dispositivi a 32-bit.

Si tratta di una release del branch di sviluppo privato dell'azienda, la cui diffusione al pubblico non era prevista. Microsoft ha provveduto a rimuovere la build, che non è più disponibile al download, ma la stessa è rimasta scaricabile dai tester partecipanti ai canali release preview, veloce e anche lento con sistemi a 32-bit. Nonostante non siano poi molti i sistemi a 32-bit in uso ai giorni nostri, il nuovo Start Menu ha iniziato subito a fare il giro del web.

Si caratterizza per l'assenza delle Live Tile, caratteristica distintiva di Windows 10 (e Windows 8), e al loro posto sono invece presenti le icone delle app, su uno sfondo semi-trasparente con effetto acrilico. Quella apparsa sulla nuova build potrebbe essere una versione del Menu per Windows Lite, ma è probabile che si tratti solo di una versione embrionale di prova. Non è detto, infatti, che Microsoft sia interessata a privarsi delle Live Tile sul suo sistema operativo per desktop, e non sembrano esserci piani in merito.

Il Menu Start è stato mostrato anche nella sua versione per la Modalità Tablet, e anche in questo caso spicca l'assenza delle "piastrelle" tipiche del sistema operativo "universale" di Redmond. Le Live Tile erano una caratteristica fondamentale su Windows Phone, e su smartphone in effetti offrivano un valore aggiunto interessante rispetto ai meno dinamici widget della concorrenza. Tuttavia su desktop non hanno mai avuto lo stesso impatto, e gli sviluppatori non si sono mai mostrati interessati a sfruttarle appieno.

Sarà da vedere come si evolverà la situazione, tuttavia è da ricordare che non è la prima volta che Microsoft rilascia una build d'anteprima per sbaglio. Nel 2017 addirittura aveva distribuito una build con un bug che causava su alcuni dispositivi un bootloop, problema che è stato risolto con il rilascio di uno strumento di ripristino apposito. Nel nuovo caso delle scorse ore l'azienda ha ammesso sin da subito l'errore, rimuovendo velocemente la build incriminata.

Fonte: Hardware Upgrade

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Thu, 25 Jul 2019 20:05:19 +0000 https://www.doppioclick.it/post/62/windows-10-nuovo-start-menu-rilasciato-per-sbaglio-sarã -davvero-cos㬠nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Intel Core i9-9900K https://www.doppioclick.it/post/59/intel-core-i9-9900k

Noi lo abbiamo proposto ed assemblato nel nostro laboratorio su chassis Sylent con pannelli fonoassorbenti ed alimentatore modulare Cooler Master V750, Main Board ASUS Rog Maximus, raffreddamento a liquido e SSD Samsung M.2 NVME. Con questo hardware si comincia a fare la differenza!!

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Wed, 10 Jul 2019 23:48:28 +0000 https://www.doppioclick.it/post/59/intel-core-i9-9900k massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
La polvere Assassina https://www.doppioclick.it/post/60/la-polvere-assassina

Tutto ciò provoca un surriscaldamento che porta a rendere meno stabile il vostro notebook e rischia di danneggiare in modo permanente i componenti hardware.
Vi aspettiamo nel nostro laboratorio perché la rimozione della polvere è una delle operazioni più importanti di manutenzione, da svolgersi regolarmente, almeno 1-2 volte all’anno.

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Thu, 4 Jul 2019 23:33:48 +0000 https://www.doppioclick.it/post/60/la-polvere-assassina massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
L’intelligenza artificiale che capisce se il compito è stato copiato. Ghostwriter sa distinguere se il testo non è farina del sacco dello studente. https://www.doppioclick.it/post/58/-l-intelligenza-artificiale-che-capisce-se-il-compito-ã¨-stato-copiato-ghostwriter-sa-distinguere-se-il-testo-non-ã¨-farina-del-sacco-dello-studente-

Lectio è utile, ma ha dei limiti: è in grado di rilevare somiglianze tanto sospette (tra gli elaborati di due studenti diversi, per esempio) da essere praticamente un plagio, ma non può far nulla se un compito viene scritto non da chi dovrebbe eseguirlo, ma da un'altra persona (o magari viene pescato da un sito web).

È per colmare questa lacuna che l'Università di Copenhagen ha creato Ghostwriter adoperando tecniche di intelligenza artificiale, apprendimento automatico e reti neurali.

Analizzando gli elaborati prodotti dagli studenti nel corso della loro carriera, Ghostwriter è in grado di elaborare una sorta di profilo dell'autore basato sul modo di scrivere, gli errori abituali, la lunghezza e la struttura delle frasi, le espressioni adoperate abitualmente e via di seguito.

«Il nostro programma» - spiega il dottor Stephan Lorenzen, del Dipartimento di Informatica - «identifica le discrepanze nello stile di scrittura confrontando i testi recenti con quelli più vecchi».

In questo modo i professori possono avere un'indicazione abbastanza sicura sul fatto che quell'ultimo compito sia stato effettivamente svolto dallo studente cui era stato assegnato, oppure no.

Tuttavia, nonostante Ghostwriter abbia raggiunto un'accuratezza del 90% durante i test (eseguiti analizzando oltre 130.000 compiti), Lorenzen si sente in dovere di precisare: «Ogni risultato ottenuto dal programma non dovrebbe essere l'unico elemento preso in considerazione, ma fungere da supporto e prova quando si sospetta un imbroglio».

Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=27383

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Mon, 3 Jun 2019 18:28:03 +0000 https://www.doppioclick.it/post/58/-l-intelligenza-artificiale-che-capisce-se-il-compito-ã¨-stato-copiato-ghostwriter-sa-distinguere-se-il-testo-non-ã¨-farina-del-sacco-dello-studente- nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Alexa, lo smart speaker di Amazon, ci spia? https://www.doppioclick.it/post/57/alexa-lo-smart-speaker-di-amazon-ci-spia-

Lo scorso 11 aprile Bloomberg ha pubblicato un’inchiesta nella quale racconta con dovizia di particolari come dietro ad Alexa ci sia un nutrito gruppo di impiegati e fornitori di Amazon che ascolta 24 ore su 24 le registrazioni delle conversazioni tra Alexa e i suoi utenti.
Sembra insomma che da “Alexa accendi la luce”, a “Alexa fammi sentire l’ultimo brano di Fedez” o “dimmi che tempo farà nel week-end a Riccione”, ciò che ci diciamo con il nostro altoparlante intelligente non sia del tutto privato, e venga più o meno regolarmente ascoltato da esseri umani in carne e ossa.

Ma perché Amazon è così interessata a ciò che gli utenti chiedono al loro assistente domestico? L’obiettivo di questo “ascolto” su larga scala non è tanto quello di infilarsi di soppiatto nelle case di milioni di persone in tutto il mondo, quanto quello di raccogliere informazioni utili al miglioramento del sistema di riconoscimento vocale che permette ad Alexa di funzionare. Come ben spiegato nell’inchiesta di Bloomberg, gli addetti all’ascolto di Amazon trascrivono le registrazioni delle richieste degli utenti, le confrontano con la risposta data da Alexa e, in caso di errori, provvedono ad apportare le necessarie correzioni al software.

Se quindi Alexa sa rispondere alle nostre richieste è perché qualcuno le ha insegnato cosa fare: come i suoi concorrenti, anche l’AI di Amazon si affida alle reti neurali, software che replicano i meccanismi del cervello umano e forniscono risposte basate su grandi quantità di dati. Se le chiedete “trovami un cinese qui vicino”, sa che probabilmente state cercando un ristorante e non un cittadino di Beijing.

Ok, ma… come la mettiamo con la privacy? Nei termini e condizioni sull’utilizzo di Alexa, al punto 1.3, Amazon non spiega esplicitamente che qualcuno ascolta ciò che diciamo. Si limita a dire che le nostre richieste al sistema sono trasmesse al cloud per permettere ad Alexa di imparare e diventare sempre più intelligente.

Amazon ha comunque risposto a Bloomberg spiegando come la privacy degli utenti sia una priorità per l’azienda, come i file audio con le registrazioni non siano associati a dati personali degli utenti ma solo al loro codice cliente e come i dipendenti non siano in grado di associarli a nomi e cognomi.

Certo, come riportato da Bloomberg, può succedere che gli operatori si scambino i file tra loro, sia per motivi professionali - per esempio per approfondire casi specifici - ma anche per farsi due risate su ciò che sentono. Poco professionale, certamente, ma... chi resisterebbe alla tentazione?

Va specificato come Alexa, così come Echo di Google o Siri di Apple, non siano costantemente in ascolto di ciò che diciamo, ma si risveglino solo quando sentono la parola di attivazione.
Ma potrebbe accadere che Alexa, una volta attivata, registri brani di conversazione che dovrebbero rimanere privati, per esempio dettagli sulla salute di qualcuno o informazioni relative a un conto corrente.

Secondo Amazon questi file sono marcati come contenenti dati critici e non vengono ulteriormente lavorati. Oppure potrebbe attivarsi inavvertitamente - per esempio se un personaggio di una serie tv o di un film pronuncia il nome “Alexa” - e iniziare a catturare ciò che dicono le persone presenti nella stanza.

Ma l’interessata cosa dice? Se provate a chiedere ad Alexa se vi sta spiando o se lavora per la CIA, vi risponderà che no, non lavora per loro e che manda l’audio ad Amazon solo quando si attiva.

Fonte: Focus.it

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Sat, 18 May 2019 20:21:40 +0000 https://www.doppioclick.it/post/57/alexa-lo-smart-speaker-di-amazon-ci-spia- massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Windows 10 disporrà di un vero kernel Linux. Sarà parte del nuovo WSL 2. https://www.doppioclick.it/post/56/-windows-10-disporrã -di-un-vero-kernel-linux-sarã -parte-del-nuovo-wsl-2

Diventa sempre più difficile continuare a sostenere la vecchia teoria secondo la quale Microsoft odia l'open source in generale e Linux in particolare, e ogni suo sforzo è teso a distruggere questa filosofia che né capisce né condivide. Se tutto ciò poteva essere vero durante l'era Ballmer, con l'avvento di Satya Nadella il vento è cambiato e Microsoft è diventata una delle realtà che maggiormente contribuiscono allo sviluppo di software a sorgente aperto.

Certo, si può sempre sospettare che tutto faccia parte di un piano basato sulla strategia «embrace, extend and extinguish» (abbraccia, estendi ed estingui), ma si entra nel campo delle ipotesi.

Quel che invece è certo è che alla Build 2019 Developer Conference è stata annunciata un'importante novità che riguarda la versione 2 del Windows Subsystem for Linux, la funzionalità di Windows 10 che permette di eseguire certi programmi per Linux in ambiente Windows.

WSL 2 avrà uno scopo molto più ambizioso rispetto al suo predecessore: infatti non metterà a disposizione degli utenti soltanto un'interfaccia compatibile con Linux, ma un vero e proprio kernel Linux, inizialmente nella versione 4.19 LTS.

«Forniremo con Windows un vero kernel Linux, e ciò renderà possibile la compatibilità delle chiamate di sistema» ha spiegato Craig Loewen, Program Manager della Windows Developer Platform. «Sarà la prima volta che un kernel Linux viene distribuito con Windows, e ciò è una testimonianza potente di quanto Microsoft ami Linux!».

Inoltre, stando a quando dichiarato da Kevin Gallo, vicepresidente di Microsoft, durante la Build 2019, «WSL 2 migliora le prestazioni di I/O del filesystem, la compatibilità con Linux, e può far funzionare i container Docker nativamente, così che una VM non sia più necessaria».

L'anteprima di WSL 2 sarà disponibile nei prossimi mesi, anche se una tabella di marcia precisa ancora non è stata annunciata.

Fonte: Zeusnews.it

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Sat, 11 May 2019 13:01:29 +0000 https://www.doppioclick.it/post/56/-windows-10-disporrã -di-un-vero-kernel-linux-sarã -parte-del-nuovo-wsl-2 nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
HP 255 G6 Notebook PC https://www.doppioclick.it/post/54/hp-255-g6-notebook-pc

Design mobile resistente

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Fri, 10 May 2019 21:42:15 +0000 https://www.doppioclick.it/post/54/hp-255-g6-notebook-pc massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Cosi gli scienziati stanno insegnando ai robot come riprodursi https://www.doppioclick.it/post/52/cosi-gli-scienziati-stanno-insegnando-ai-robot-come-riprodursi

Perché perdere tempo a costruire robot più sofisticati e moderni quando lo possono fare i robot già esistenti? È questo il credo della “robotica evoluzionista”, nuovo ramo della scienza che mira a far nascere una specie di darwinismo tecnologico: il fine è creare macchine in grado di adattarsi all’ambiente circostante, esattamente come fanno gli organismi biologici, evolvendo per occupare specifiche nicchie dell’ecosistema. Macchine in grado di “riprodursi” tra di loro in un processo di continua evoluzione. Fantascienza fino a ieri, ma oggi molto vicina a diventare realtà.

A Brisbane, in Australia, l’anno scorso un gruppo di scienziati ha analizzato venti diversi tipi di "gambe robotiche", scegliendo le migliori e - con l’aiuto di altre macchine - unendone le caratteristiche per creare arti in grado di adattarsi a ogni tipo di superficie: compatta, ghiaiosa, melmosa o completamente liquida.

Per circa un centinaio di volte, le migliori “gambe robotiche” sono state unite tra loro dagli algoritmi creati dagli scienziati e stampate in 3D per essere montate su un robot a sei zampe simile a un insetto ed essere di nuovo testate, analizzate e unite in un continuo processo di evoluzione. I risultati sono stati sorprendenti perché, come hanno ammesso stupiti gli stessi scienziati australiani, sono andati ben al di là di quanto avrebbe potuto progettare un essere umano.

Ad Amsterdam, i ricercatori della Vrije University hanno costruito un sistema semplificato per cercare di far unire due macchine “genitori” per dar vita a un programma “figlio”: l’esito è stato un programma in cui non solo si sono combinati gli algoritmi dei genitori, ma si è assistito a una singolare mutazione dei “geni” parentali. Il bello di questa evoluzione, spiegano gli scienziati neodarwinisti, è che si può indirizzare per far adattare le macchine ai cambiamenti dell’ambiente circostante.

Immaginiamo per esempio di voler costruire un robot che deve muoversi in terreni paludosi. Come fare? Secondo David Howard, uno dei massimi esperti di robotica evoluzionista, il compito è semplice: basta lasciare che la selezione naturale faccia il suo corso. Detto altrimenti, basta costruire un certo numero di robot base a basso prezzo, vedere come si muovono nelle paludi, scartare i peggiori, unire i migliori con l’aiuto di altre macchine in un continuo processo di evoluzione e selezione che partorirà la macchina perfetta.

Ora il grande interrogativo, in particolare per chi ricorda saghe fantascientifiche come “Terminator” o “Matrix”, è: cosa rischia il genere umano nel lasciare “procreare” i robot? La risposta è semplice: non rischia nulla. Nel mondo reale, i sistemi di evoluzione delle macchine vengono creati da esseri umani, che ne impostano le regole, ferree, da seguire. Se domani un gruppo di robot mutanti dovesse attaccare l’uomo, sarebbe proprio perché un programmatore in carne e ossa ha impostato quest’obiettivo nell’evoluzione della macchina. Non sarebbe, in altre parole, un malfunzionamento del robot. Ma un semplice, e meno improbabile, errore umano.

Fonte: IlSole24Ore

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Mon, 29 Apr 2019 21:12:39 +0000 https://www.doppioclick.it/post/52/cosi-gli-scienziati-stanno-insegnando-ai-robot-come-riprodursi massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Ecco i 4 malware che fanno più danni in Italia https://www.doppioclick.it/post/51/ecco-i-4-malware-che-fanno-piã¹-danni-in-italia

Gootkit, Zeus-Panda, Ursnif, SLoad e Ave_Maria non sono i nomi di cinque super eroi, ma di altrettanti pericolosi virus che secondo gli esperti di sicurezza di Yoroi stanno flagellando il Belpaese. Natura e obiettivi sono differenti, ma la finalità criminosa è il comune denominatore, insieme al metodo di diffusione: tutte queste minacce arrivano sui PC via mail. Spesso gli antivirus non sono in grado di identificarli e bloccarli, quindi il consiglio è di prestare la massima attenzione agli allegati che si ricevono. Meglio non aprire file inaspettati, o provenienti da mittenti sconosciuti.

Gootkit è un trojan, ossia il virus che si installa nel computer e permette agli hacker di prenderne il controllo svolgendo potenzialmente qualsiasi tipo di operazione da remoto. È in circolazione da tempo e ha imperversato nel 2018. Viene recapitato al mittente tramite mail (spesso e volentieri PEC) indirizzate quasi sempre a organizzazioni e pubblica amministrazione. Come riporta Yoroi, i messaggi di posta simulano risposte a richieste di preventivo, invitandoli in seguito allo scaricamento di ulteriori file attraverso appositi link inseriti nel corpo della comunicazione. I file scaricati a seguito dell’apertura del link contengono vari documenti innocui inseriti dall’attaccante per deviare eventuali sospetti da parte degli utenti. Tuttavia, uno dei file contenuti negli archivi compressi è uno script eseguibile in grado di scaricare e installare un impianto malware della famiglia Gootkit, che intercetta le comunicazioni effettuate dal PC infetto.

L’altra minaccia è costituita da Zeus/Panda, che tanto per cambiare arriva nel PC tramite messaggi di posta elettronica. S’impossessa delle credenziali bancarie, in particolare quelle per accedere ai portali di home banking di Intesa San Paolo, BNL, BancoPosta e una lunga serie d’istituti elencati a questa pagina. In genere il contagio avviene tramite file di Word o Excel allegati. Anche qui, la migliore difesa è la massima attenzione nell’apertura degli allegati.

La minaccia maggiore del momento tuttavia è Ursnif, un malware noto anche come Gozi ISFB. Anche se il nome sembra innocuo è una pericolosa variante di un malware che circola dal 2014 e che si è evoluto nel tempo assumendo nuovi “poteri”. Ora, oltre a rubare le credenziali bancarie, è anche in grado di raccogliere sequenze di tasti, schermate, webmail, e altro. Un campione individuato nel 2019 vanta tecniche di mascheramento molto evolute, che ne rendono molto difficile l’individuazione.

Fonte: IlFattoQuotidiano.it

 

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Mon, 29 Apr 2019 21:00:46 +0000 https://www.doppioclick.it/post/51/ecco-i-4-malware-che-fanno-piã¹-danni-in-italia nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Mediacom SportBit HR https://www.doppioclick.it/post/47/mediacom-sportbit-hr

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Sat, 13 Apr 2019 18:19:34 +0000 https://www.doppioclick.it/post/47/mediacom-sportbit-hr massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Tecnologia 5G caratteristiche velocità quando arriva in Italia https://www.doppioclick.it/post/50/tecnologia-5g-caratteristiche-velocitã -quando-arriva-in-italia

Pronta a sconvolgere le vite dei miliardi di utenti che fanno uso di telefonia mobile, la tecnologia 5G è innovativa sotto moltissimi punti di vista. Creata per semplificare le vite di chi usufruisce di smartphone, può anche essere sfruttata per spiare e pianificare terribili attacchi digitali.

Il termine 5G significa fifth generation, la quinta generazione, a indicare il nuovo modello di telecomunicazioni che spodesterà l’attuale 4G. Secondo il sito inglese 5G, intorno al 2023 saranno oltre 1 miliardo gli utenti che usufruiranno della nuova rete, grazie alla sua flessibilità.

Qualcomm ha rivelato che nel 2019 saranno lanciati oltre 30 dispositivi con tecnologia 5G e la maggior parte di essi saranno smartphone. Non saranno dispositivi utilizzati in fase di test ma saranno prodotti commerciali. Si apre così una nuova era nella quale il 5G è destinato a cambiare la vita dei suoi fruitori.

Secondo gli ultimi rumors, Huawei è pronto a lanciare la sua nuova gamma di P30 Pro. I nuovi smartphone supporteranno il 5G, ma solo in Europa, come riporta Gizchina. Anche Samsung sembra voler controbattere la concorrenza e si prepara alla presentazione del suo nuovo Galaxy S10 che verrà presentato ufficialmente il prossimo 20 febbraio al Galaxy Unpacked.

Nonostante l’imminente arrivo di questi nuovi smartphone, il 5G in Italia sembra ancora lontano, visto che per il momento non si fa altro che parlare di test sperimentali.

 

Tecnologia 5G come funziona

La rete usa una banda senza fili a frequenza decisamente più alta, dal nome millimeter wave, che permette ai dati di viaggiare in modo più rapido. Il suo segnale si muove però su distanze minori rispetto a quelle del giorno d’oggi. Da qui si evince che per far sì che la rete 5G funzioni, sarà necessario ampliare il numero di antenne ricettrici nelle città, magari anche rimpicciolendole e rinnovare tutte le infrastrutture.

Sono diverse le stime riguardo all’effettiva velocità della tecnologia 5G. Secondo Verizon essa viaggerà 200 volte più rapidamente della 4G. Altri restano più bassi, sostenendo che essa sarà raddoppiata o triplicata. La International Telecommunication Union ha dichiarato che il 5G sarà capace di trasmettere 20 gigabyte per secondo.

 

Tecnologia 5G vantaggi

Saranno tre i principali vantaggi offerti dalla rete 5G: maggiore velocità, minore latenza e la possibilità di organizzare più dispositivi in contemporanea. I dati saranno trasmessi in modo più veloce grazie alla migliorata rapidità. L’affidabilità dei dispositivi sarà perfezionata grazie all’abbassamento della latenza. Svariate funzioni come l’Internet of Things, ovvero un metodo per far comunicare tutti gli strumenti della casa tra loro, saranno sviluppabili grazie alla funzione in contemporanea.

 

Tecnologia 5G velocità prestazioni e caratteristiche

La velocità necessaria per scaricare un film di 2 ore in HD al momento è di 1 ora con l’ADSL, 7 minuti con il 4G, mentre sarà di un solo minuto con il 5G.

La latenza passerà dai 70ms dell’ADSL e i 45ms del 4G al teorizzato 1 ms del 5G.

Si parla anche di un risparmio energetico fino all’80%. Secondo Ronan Dunne, Executive Vice President di Verizon Wireless, entro il 2035 5G porterà 2.3 trilioni di dollari e oltre 22 milioni di posti di lavoro all’economia mondiale.

 

Tecnologia 5G a cosa serve

Grazie alla velocità implementata questa novità sarà utile in svariati ambiti.

In casa non sarà più necessaria una rete fissa e tutti gli strumenti potranno parlare tra loro. Sarà migliorata la realtà virtuale, la qualità dei videogiochi in streaming, le telecamere per la sicurezza, il riconoscimento facciale e le auto autonome potranno funzionare ancora meglio.

In ambito ospedaliero, i medici potranno effettuare operazioni anche a distanza con la realtà virtuale o aumentata, come interventi o sedute di riabilitazione. Mentre i genitori potranno interagire con i figli appena nati e sistemati nelle incubatrici in casi eccezionali.

Per strada migliorerà la gestione del traffico, così come nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Le smart cities diventeranno sempre di più reali e saranno installati sensori per i livelli d’inquinamento e ai semafori. Anche allo stadio si potrà vivere un’esperienza del tutto innovativa.

In ufficio non sarà più necessaria una rete interna e sarà implementata la qualità dell’organizzazione del lavoro. In fabbrica saranno migliorati gli interventi di robot e molti processi verranno automatizzati. Le forze dell’ordine avrebbero a disposizione una rete dedicata e assolutamente inviolabile.

Tutto questo potrebbe anche migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda, in quanto i livelli dell’acqua sarebbero sempre sotto controllo e nascerebbero le smart agricolture.

 

Quando arriva il 5G in Italia?

Molti esperimenti sono già stati avviati, in particolare a New York. Il sistema tuttavia sarà ufficialmente avviato nel corso del 2020 negli Stati Uniti. In Italia non è ancora stata decisa una data ufficiale, ma svariate voce parlano di test che prenderanno il via nel 2019, mentre nel 2022 dovrebbe diventare disponibile per tutti.

AGGIORNAMENTO 9/04/2019: Anche negli States i test stanno proseguendo ma senza dare i risultati sperati. Di recente, infatti, le testate The Verge e Cnet hanno condotto delle indagini sul 5G di Verizon (una delle principali telco americane impegnate in questa folle corsa alla nuova tecnologia), rivelando delle scarse performance. “La copertura è così sporadica che, per il momento, consiglierei a chiunque me lo chieda di non comprare la 5G Moto Mod e pagare a Verizon 10 dollari in più ogni mese per il 5G”, scrive The Verge.

“Anche posizionandoci in maniera perfetta a pochi metri dal nodo 5G, l’icona va e viene sullo schermo dello smartphone, passando continuamente da 4G a 5G e viceversa”, scrive invece Cnet. “Dopo due ore siamo riusciti a fare praticamente un solo test pulito di velocità con Speedtest, comparandola con un dispositivo Lte 4G”.

The Verge, però, sottolinea anche che quando il 5G di Verizon è in grado di funzionare, la velocità di trasmissione dati è molto elevata. Sembra quindi che il 5G necessiti ancora di tempo prima di essere attivo a tutti gli effetti.

Il web ultraveloce è pronto ad arrivare e cambiare radicalmente la vita alle persone. Le abitudini e i costumi dei cittadini del mondo saranno rivoluzionate dall’avvento di una tecnologia creata apposta per migliorare l’esistenza umana.

Ma scopriamo insieme se il 5G è un pericolo per la nostra salute.

 

La tecnologia 5G è un pericolo per la salute?

Tante sono state le speculazioni sull’argomento. Secondo i rumors, infatti, la rete 5G sarebbe un pericolo per la salute umana ma ancora non ci sono prove scientifiche che lo dimostrino. E nella maggior parte dei casi si tratta di tesi. L’anno scorso si era diffusa anche una notizia secondo cui, durante un test di attivazione della rete, uno stormo di uccelli è stato ritrovato morto sul terreno. Successivamente la news si è rivelata essere una bufala. Al momento l’unico pericolo del 5G, come riporta anche il Daily Mail, sembrerebbe essere la sua scarsa sicurezza. In molti sostengono infatti che la nuova tecnologia 5G possa essere esposta a pericolosi cyber attacchi.

Fonte: PC HI-TECH

 

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Sat, 13 Apr 2019 18:00:02 +0000 https://www.doppioclick.it/post/50/tecnologia-5g-caratteristiche-velocitã -quando-arriva-in-italia massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Facebook: i defunti hanno una sezione per essere ricordati dagli amici o conoscenti https://www.doppioclick.it/post/49/facebook-i-defunti-hanno-una-sezione-per-essere-ricordati-dagli-amici-o-conoscenti

"Facebook è il più grande cimitero del mondo", una frase ricorrente negli ultimi tempi che puntualizza effettivamente una questione reale sul fatto che il social sia lo strumento più utilizzato al mondo con i suoi 2 miliardi di "abitanti". Esiste una pagina specifica sul Social Network che permette di impostare il proprio profilo sul futuro nel caso in cui si venga a morire prematuramente o anche per giusta natura.

Per una persona iscritta ai social network la vita continua online anche dopo la morte. Ha fatto notizia la storia di una madre, che dopo la morte del figlio, ha continuato a 'tenere in vita' il profilo del figlio, perché conosceva la password e perché "quella pagina era la mia isola, era un piccolo rifugio senza pretese. Non sono mai stata ossessiva, mai sgarbata, mai inopportuna. Quindi, è tutto normale: è difficile spiegarlo, ma ogni mamma può capirmi", dichiarava la donna.

Facebook ha dunque deciso da diverso tempo di "commemorare" i defunti proponendo una speciale sezione nel profilo dell'utente morto. Un vero e proprio profilo commemorativo ossia una versione diversa da quella del profilo originale che permette, agli eredi designati dall'utente stesso in precedenza, di ricevere post commemorativi in ricordo proprio della persona venuta a mancare. Una sorta di memoriale dove chiunque, amici o parenti, potranno usare per ricordare la persona a loro cara.

Fonte: Hardware Upgrade

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Sat, 13 Apr 2019 17:42:50 +0000 https://www.doppioclick.it/post/49/facebook-i-defunti-hanno-una-sezione-per-essere-ricordati-dagli-amici-o-conoscenti nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Come giocare al PC con i giochi della PlayStation https://www.doppioclick.it/post/43/come-giocare-al-pc-con-i-giochi-della-playstation

Per giocare ai videogame le console sono lo strumento perfetto. Sono semplici da collegare al televisore e basta accenderle per iniziare a divertirsi. Negli ultimi anni un nuovo dispositivo ha cominciato ad affiancarsi alle console: il computer. Grazie allo sviluppo di GPU e processori sempre più potenti, i PC sono diventati dei dispositivi perfetti per giocare: assicurano prestazioni elevatissime, superiori a quelle delle console. Purtroppo non tutte le software house sviluppano videogame per PC: alcuni dei titoli più interessanti sono delle esclusive per PlayStation o Xbox.

Fortunatamente esistono alcuni modi per giocare ai videogame della PlayStation sul PC senza dover utilizzare un emulatore o dei programmi simili. Le opzioni sono due: PS4 Remote Play e PlayStation Now. Entrambi sono dei servizi sviluppati da Sony per dare la possibilità agli utenti di giocare con il PC ai titoli della PS4. Il funzionamento delle due applicazioni, però, è molto differente. PS4 Remote Play permette di giocare alla PlayStation 4 direttamente sul PC grazie allo streaming, mentre PlayStation Now è un servizio che mette a disposizione un bouquet di 500 titoli di PlayStation 4, PlayStation 3 e PlayStation 2 che possono essere avviati direttamente dal computer. 

Cosa è PS4 Remote Play e i requisiti di sistema

PS4 Remote Play è un programma che permette di giocare alla PlayStation 4 direttamente dal PC. Per farlo è necessario che la console e il computer siano connessi alla stessa Rete e che la connessione Internet riesca a supportare lo streaming video. Infatti, PS4 Remote Play non fa altro che trasmette sul computer le immagini processate dalla console. Per giocare con i giochi della PlayStation sul tuo PC devi avere installato Windows 8.1 o superiore (macOS X se è un Mac),supportare le risoluzioni di 360p, 540p o 720p (con un frame rate di 30 o 60 frame per secondo) e avere una ottima connessione a Internet. Per giocare alla massima qualità video (cioè 720p a 60 fps) ti servirà una connessione da almeno 15 mega al secondo reali. Se vuoi usare il controller DualShock, infine, il tuo computer dovrà avere una porta micro USB.

Come giocare ai giochi della PlayStation al PC utilizzando PlayStation Now

Sony ha portato anche in Italia PlayStation Now, l’innovativo servizio che permette di giocare ai videogame della PlayStation in streaming. Per rendere l’idea è come se fosse il Netflix dei videogame: si sceglie un gioco, lo si scarica e si inizia a giocare. E si paga solamente un abbonamento mensile o annuale. Se non si vuole scaricare il videogame sul PC, è possibile giocare in streaming a patto di avere una connessione Internet decente. PlayStation Now non supporta solamente la PS4, ma anche il PC. Basta scaricare il programma dal sito della Sony, sottoscrivere un abbonamento e si potrà giocare a oltre 600 titoli per PlayStation 4, PlayStation 3 e PlayStation 2 al PC, senza dover utilizzare un emulatore o un programma per il video streaming come PS4 Remote Play.

requisiti per utilizzare PlayStation Now al computer non sono così elevati: Windows 7-8.1 o 10 (32-bit or 64-bit), scheda audio con almeno 300 MB di spazio disponibile, 2GB o più di RAM, processore 3.5 GHz Intel Core i3 o 3.8 GHz AMD A10. Per quanto riguarda la  è sufficiente una connessione Internet con una velocità di 5Mbps. La risoluzione massima supportata è 720p. Con il computer, inoltre, si può giocare solamente in streaming senza la possibilità di scaricare in locale il gioco.

Fonte: Italiaonline

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Sun, 17 Mar 2019 11:11:44 +0000 https://www.doppioclick.it/post/43/come-giocare-al-pc-con-i-giochi-della-playstation nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
WhatsApp: un virus minaccia le chat, ora gli utenti devono far attenzione https://www.doppioclick.it/post/35/whatsapp-un-virus-minaccia-le-chat-ora-gli-utenti-devono-far-attenzione

Nonostante il crash di questa settimana non sia da attribuire ai cybercriminali della rete, come sottolineato dagli stessi sviluppatori, l’attenzione del pubblico in chat deve essere sempre massima. Anche a fronte degli aggiornamenti di sicurezza previsti e lanciati, le conversazioni quotidiane non saranno mai protette totalmente dai tentativi di soprusi.

Nelle ultime settimane su WhatsApp continuano a circolare i virus che si diffondono attraverso i link. Tra finti codici coupon, buoni sconto ed altre promozioni varie, i file sospetti si nascondo dietro messaggi con promesse ovviamente finte.

Virus e malware in circolazione sono di diverso genere: se da un lato è possibile trovare file in grado di rubare dati agli utenti, dall’altro si trovano anche file in grado di mettere KO lo smartphone.

La raccomandazione è sempre la stessa: ponderare bene la scelta prima di cliccare su eventuali link. Gli utenti, in linea di massima, devono interagire solo con i contatti considerati sicuri ed affidabili.

Fonte: TecnoAndroid.it

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Sun, 17 Mar 2019 10:50:28 +0000 https://www.doppioclick.it/post/35/whatsapp-un-virus-minaccia-le-chat-ora-gli-utenti-devono-far-attenzione nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
Kaspersky protegge le microimprese dalle minacce informatiche https://www.doppioclick.it/post/36/kaspersky-protegge-le-microimprese-dalle-minacce-informatiche

Pur mantenendo le aziende al sicuro da malware, frodi finanziarie, phishing e altre minacce, la versione aggiornata fornisce una protezione estesa del server e aiuta a mantenere aggiornate le applicazioni, in modo che le vulnerabilità non patchate non permettano alle minacce di infiltrarsi nelle reti aziendali.

I ransomware continuano a prendere di mira le piccole organizzazioni, infatti il 37% delle microimprese ha subito due o tre casi di infezione da ransomware negli ultimi 12 mesi. I ransomware portano alla perdita e alla compromissione dei dati dell’azienda, per proteggere le aziende da queste minacce, il componente System Watcher nella nuova versione di Kaspersky Small Office Security è ora disponibile sia per i file server Windows che per i computer. Oltre ad altri layer di sicurezza, la soluzione rileva le minacce e aiuta le aziende a proteggere i dati aziendali, prevenendo tentativi dannosi contro il sistema, eseguendo il backup dei dati critici e, se necessario, eliminando i danni.

Oltre alla minaccia dei ransomware, nel 2017-2018, 2,7 milioni di utenti sono stati colpiti dai crypto-miner, che utilizzano la potenza di PC, cellulari e server per produrre criptovaluta. Se prese di mira da questa minaccia, le aziende finiscono per pagare bollette per la corrente elettrica più elevate, mentre i loro PC e sistemi funzionano con prestazioni inferiori. Kaspersky Small Office Security offre alle aziende una protezione dai crypto-miner per aiutarle ad affrontare questa minaccia.

Eseguendo una ricerca pianificata degli aggiornamenti delle applicazioni, la soluzione aiuta a ridurre il rischio che i criminali informatici sfruttino le vulnerabilità delle applicazioni non patchate. Supporta anche una navigazione web sicura, con componenti di navigazione in incognito, anti-phishing, anti-spam e anti-banner. Inoltre, la funzione Safe Money protegge le transazioni finanziarie aprendo i siti di pagamento in un browser protetto.

Kaspersky Small Office Security è destinato alle aziende con 5-25 computer, ma è disponibile anche per aziende con un massimo di 50 computer.

Fonte: INDUSTRIEQUATTROPUNTOZERO

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Wed, 13 Mar 2019 19:22:48 +0000 https://www.doppioclick.it/post/36/kaspersky-protegge-le-microimprese-dalle-minacce-informatiche nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )
In arrivo la seconda generazione dei prodotti Intel Optane https://www.doppioclick.it/post/34/in-arrivo-la-seconda-generazione-dei-prodotti-intel-optane

Sebbene la collaborazione tra Intel e Micron sia destinata a concludersi (La tecnologia 3D Xpoint passerà nelle mani di Micron), la società di Santa Clara sta sviluppando la seconda generazione dei prodotti Optane che sarà composto da tre differenti dispositivi.
Ci sarà innanzi tutto un modulo di memoria Optane M15 che poggerà sull'utilizzo dell'interfaccia PCIe 3.0 x4 e che sarà disponibile in "tagli" tra 16 e 128 GB nel formato M.2 2280 e tra 16 e 64 GB nel formato M.2 2242.
Ancora una volta si tratta di un modulo capace di accelerare le prestazioni degli hard disk tradizionali. Optane M15, conosciuto con il nome in codice Carson Beach, sostituirà il modulo originale Optane Memory e la versione rinnovata Optane M10.
Debutterà poi Optane H10, un ibrido che si pone a metà strada tra i dispositivi Optante Memory e quelli basati su chip NAND. Mentre i prodotti Optane sino ad oggi conosciuti erano progettati per velocizzare gli hard disk magnetomeccanici, i moduli Optane H10 fungono da cache per le unità a stato solido NAND QLC integrando sia memorie flash che 3D XPoint sullo stesso dispositivo.

Nei moduli H10 16 GB di cache Optane saranno affiancati da 256 GB di memoria NAND QLC; nella versione da 32 GB con 512 GB o 1 TB di memoria NAND QLC.
L'interfaccia è di tipo PCIe 3.0 con due canali utilizzati per il collegamento al controller della memoria Optane e altri due per la connessione con il controller della memoria NAND.L'ultimo prodotto che farà parte della nuova generazione Optane è l'unità SSD Optane 815P: dalla capienza decisamente contenuta (58 o 118 GB) e basato su interfaccia PCIe 3.0 x4, rimpiazzerà l'attuale Optane 800P.

Fonte: IlSoftware.it
 

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Tue, 12 Mar 2019 19:39:18 +0000 https://www.doppioclick.it/post/34/in-arrivo-la-seconda-generazione-dei-prodotti-intel-optane massimo@doppioclick.it (Hardware Redazione )
Windows 10 e Gamer https://www.doppioclick.it/post/37/windows-10-e-gamer

Uno degli ultimi aggiornamenti cumulativi rilasciati da Microsoft ha avuto per alcuni utenti un impatto consistente sulle prestazioni di alcuni videogiochi. KB4482887 ha introdotto alcune funzionalità estremamente importanti, come ad esempio il supporto su alcuni dispositivi di Reptoline per la mitigazione di Spectre, tuttavia secondo alcuni utenti l'aggiornamento cumulativo ha peggiorato drasticamente le prestazioni con alcuni titoli e mouse. Microsoft ha già confermato l'esistenza del problema ed è al lavoro su un fix.

Fonte: Hardware Upgrade

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Tue, 12 Mar 2019 19:13:54 +0000 https://www.doppioclick.it/post/37/windows-10-e-gamer nuccio@doppioclick.it (Software Redazione )